Argentina nuovamente a rischio default

argentinaUna settimana cruciale quella che sta vivendo l’Argentina. Proprio oggi, infatti, è in programma la nuova udienza davanti al giudice Thomas Griesa, a pochi giorni dalla scadenza del 30 luglio, data in cui a Buenos Aires si dovrà provvedere al pagamento dei creditori che hanno aderito al concambio. L’alternativa, purtroppo, è quella di un nuovo default che ne il paese del sud America, ne il resto del mondo può permettersi.

Al momento le parti sembrano piuttosto divise: da un lato ci sono gli hedge found che incolpano il governo argentino di non voler trovare un accordo tra le parti, dall’altro il ministro dell’economia di Buenos Aires che cerca di ottenere il sostegno della comunità internazionale.

L’idea di massima, tuttavia, sentendo gli operatori dei mercati finanziari, è che si troverà un accordo. Anche perchè un nuovo default significherebbe, oggi, un disastro per l’Argentina.

Il paese, già in forte sofferenza per un’economia in forte recessione, rischierebbe di ricevere il colpo di grazia e di dover sostenere costi improponibili per finanziarsi. Un aspetto che preoccupa, e non poco, il ministro dell’economia di Buenos Aires.

Insomma l’Argentina torna ad essere un’osservata speciale sia dai mercati che dalla comunità internazionale. Ma cosa succederebbe nel caso in cui l’Argentina dovesse dichiarare default?

Come avviene sempre in questi casi gli investitori considererebbero il paese off limits facendo lievitare in maniera esponenziale il costo di rifinanziamento del debito sovrano. La moneta argentina perderebbe gran parte del suo valore facendo lievitare il costo di tutti i prodotti importati.

Tuttavia, è bene ripeterlo, questa ipotesi appare la meno plausibile. Al momento, come già abbiamo detto, sembra che si vada verso un’intesa che dia nuovo tempo al paese sudamericano e che permetta di allontanre il rischio default.

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