Nuvole a pecorelle: come si presentano? Quando si formano?

Nuvole a pecorelle: come si presentano? Quando si formano?

Capita spesso di vedere il cielo di un azzurro bellissimo, illuminato a giorno dal sole, eppure, banchi di nuvole a pecorelle si avvicinano, e poi cadono degli scrosci d’acqua, la cosiddetta pioggia a catinelle. Queste nuvole sono ben suddivise tra di loro, e hanno la forma di tante piccole sfere cotonate, proprio come se fosse un gregge di tante piccole pecore.

Si tratta di cumuli bianchi e globulari che si formano per determinati fenomeni atmosferici. Scopriamo semplicemente di cosa si tratta e perché si formano.

Nuvole a Pecorelle: perché si formano

Le nuvole a pecorelle sono chiamate altocumuli, e sono ammassi nuvolosi formati da una grande massa di aria calda e umida che è costretta a salire di quota. Nello stesso momento, si avvicina un fronte freddo che interrompe il movimento di dell’aria calda.

Andiamo più nello specifico. Immagina un fronte freddo in arrivo da ovest. Nel frattempo, un vento caldo spira da nord a sud e, proprio nel momento in cui si ritrova a dover aggirare un ostacolo (una montagna per esempio), incontra il nostro fronte freddo. Salendo in alto si formano condensazioni al suo interno e forma una striscia nuvolosa. Ma ecco che, una volta che ha aggirato l’ostacolo, la massa d’aria può scendere di nuovo dissolvendo la nube. Con questo movimento ondulatorio, dunque, si formano gli altocumuli che noi conosciamo come nuvole a pecorelle.

All’interno dei fronti freddi, potrebbero essersi formati dei temporali molto intensi, e dare quindi origine alla famosa pioggia a catinelle.

Cielo a pecorelle, pioggia a catinelle: è sempre così?

Siamo abituati fin da piccoli a conoscere i detti popolari senza interrogarci sulla loro nascita o sul loro significato. il detto “cielo a pecorelle, pioggia a catinelle” è bello da pronunciare, melodico, e armonico. Ma, avrà anche un fondamento scientifico?

Prima di tutto, sottolineiamo che molti detti si basavano sull’osservazione, e sul ripetersi in continuazione di uno stesso fenomeno. Anticamente, infatti, si era notato come questi banchi di nuvole globulari portasse sempre piogge intense da un momento all’altro.

Nel tempo però il clima è mutato, e il meteo si è fatto sempre più imprevedibile. Capita spesso, quindi, di poter vedere questi ammassi nuvolosi passare, rimanere per un’oretta o più, e scaricarsi altrove. Se è vero, però, che un cielo a pecorelle non significa necessariamente che pioverà in quel punto, è anche vero che in da qualche parte faranno cadere acqua a secchiate.

All’interno di questi massi, infatti, vi sono dei fenomeni temporaleschi anche molto intensi. Essendo questi massi in movimento per le varie pressioni atmosferiche, però, potrebbero spostarsi prima che si verifichi la pioggia.