Dove nasce il Tevere? Quanto è lungo? Che percorso segue?

L’Italia, oltre ad avere un patrimonio storico e culturale senza paragoni, si distingue dagli altri Paesi anche per i suoi fiumi, che sono tantissimi, più o meno 1.200, ma per lo più brevi. Il Paese è una penisola abbastanza stretta, percorsa dalla catena degli Appennini che di fatto la taglia in due, separando i corsi d’acqua in due versanti.

Il fiume più lungo d’Italia è il Po, che con i suoi 652 chilometri attraversa la Pianura Padana. Al secondo posto di questa classifica c’è l’Adige, che raggiunge i 410 chilometri. Il podio dei fiumi più lunghi è completato dal Tevere, il corso d’acqua più importante dell’Italia peninsulare. Sveliamo alcune curiosità su questo fiume: quanto è lungo, dove nasce e quali regioni tocca lungo il suo percorso.

Il Tevere: quanto è lungo e dove nasce?

Il Tevere è lungo 405 chilometri. Nel suo percorso attraversa ben quattro regioni e sette province, toccando più di ottanta comuni, tra cui Roma, di cui è stato il simbolo fin dalla fondazione.

Il Tevere nasce sulle pendici del Monte Fumaiolo, una delle cime più alte dell’Appennino tosco romagnolo. La sorgente si trova all’interno del territorio del comune di Verghereto, in provincia di Forlì-Cesena. In realtà fino al 1923 la zona faceva parte della Toscana: fu Mussolini a modificare i confini delle regioni in modo da far sì che il fiume di Roma nascesse nella “sua” Emilia Romagna.

Il percorso del fiume: le quattro regioni attraversate

Il fiume abbandona la provincia di Forlì-Cesena dopo pochi chilometri, entrando nella provincia di Arezzo; qui ha ancora un regime torrentizio e con alcuni suoi affluenti dà origine al lago di Montedoglio. Il percorso del Tevere prosegue poi in Umbria e più o meno all’altezza di Città di Castello la sua portata inizia a crescere in modo importante.

Dopo aver attraversato Perugia, la strada del Tevere prosegue e diventa il confine naturale tra le province di Terni (in Umbria), Rieti e Viterbo (nel Lazio), nonché il limite di Tuscia e Sabina. Arriva quindi a Roma: dopo aver attraversato la Capitale, il fiume continua la sua corsa per una trentina di chilometri, prima di buttarsi nel Mar Tirreno all’altezza di Ostia.

Lungo i suoi 405 chilometri il Tevere incontra tantissimi affluenti: i più importanti sono quelli che sfociano sulla sua riva sinistra, ovvero il Chiascio (con il Topino come subaffluente), il Nera e l’Aniene. Sulla riva destra invece confluiscono il Nestore, il Paglia ed il Treja. Le regioni toccate dal fiume sono quattro: nasce in Emilia Romagna, passa in Toscana, attraversa l’Umbria e poi il Lazio. Sfocia nel Tirreno con un delta a due bracci, la Fiumara grande, che è naturale, e il Canale di Traiano, artificiale.

Curiosità: l’origine del nome

Secondo la tradizione, il nome del fiume deriva da Tiberino Savino, un re latino che stando alla mitologia romana sarebbe morto affogando proprio nel Tevere. In precedenza il fiume era conosciuto come Albula, per via del colore delle sue acque (ancora oggi si sente spesso l’espressione “il biondo Tevere”) e, in epoca etrusca, come Rumon.

Il fortissimo legame tra il Tevere e la Capitale è confermato anche dalla colonna in travertino che è stata installata accanto alla sorgente del fiume. Sulla colonna è incisa la frase che definisce il Tevere come il fiume sacro per i destini di Roma, in cima alla struttura è presente un’aquila (ovviamente puntata verso la città eterna), simbolo dell’impero rispolverato durante il periodo fascista.