Cedolare secca 2019: tutto quello che occorre sapere

Come calcolare l’importo della Cedolare secca 2019 sugli immobili, le aliquote previste in direzione di appartamenti e imposte sostitutive? Le nuove normative hanno integrato alcune modifiche per il pagamento della Cedolare secca che andremo ad approfondire nel corso del paragrafo successivo.

Cedolare secca: le disposizioni aggiornate al 2019

Concedendo in locazione un immobile si potrà optare per il regime fiscale alternativo previsto dalla Cedolare secca 2019, in riferimento alla  tassazione del reddito fondiario e dell’IRPEF derivante dalla locazione di  immobili ad impiego abitativo. Il tributo specifico va a sostituire l’imposta dell’IRPEF e delle specifiche e delle specifiche addizionali regionali e comunali.

Scegliendo di optare per la Cedolare secca 2019 si andrà a pagare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF escludendo l’imposta di registro e di bollo. La Cedolare secca 2019 implica tuttavia anche la rinuncia alla richiesta dell’aggiornamento del canone di locazione, seppur rientrante all’interno del contratto, nonché la variazione accertata dall’Istat in riferimento all’indice nazionale dei prezzi al consumo rivolta alle famiglie e agli operai dell’anno precedente.

La richiesta della Cedolare secca 2019 potrà essere eseguita per le unità immobiliari abitativi rientranti all’interno delle categorie catastali da A1 a A11, esclusi gli uffici ad utilizzo privato e l’A10. La Legge di Bilancio 2019 ha previsto tuttavia l’integrazione dei contratti di locazione di tipo strumentale assoggettati al regime fiscale della Cedolare secca. Gli edifici commerciali dovranno essere inseriti nella categoria catastale C/1, presentando una superficie fino a 600 metri quadrati, ad esclusione delle pertinenze. L’aliquota sostitutiva ordinaria in questo caso viene fissata al 21%.

Le aliquote dell’imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva a regime fiscale agevolato, rappresentato dalla Cedolare secca 2019, si articola in due differenti modalità attraverso l’aliquota pari al 21% sul canone di locazione annuo; un 10% per i contratti di tipologia a locazione a canone concordato all’interno dei Comuni presentanti carenze di disponibilità abitative, nello specifico nelle aree di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Catania, Roma, Torino e Venezia.

Scadenze pagamenti Cedolare secca 2019

La Cedolare secca prevede due scadenze specifiche di pagamento in riferimento all’anno in corso. L’acconto pari al 95% dell’imposta dovuta non dovrà essere erogato non rientra all’interno dei versamenti del primo anno, se non in caso di una soglia superiore ai 51,65 euro. In questo caso si dovrà versare la quota attraverso un’unica soluzione, entro la scadenza del 30 novembre in caso di importo inferiore a 257,52 euro.

In caso di importo superiore ai 257,52 euro si dovranno erogare due rate, al 38% entro il 16 giugno o 16 luglio sotto una maggiorazione dello 0,40%, e la restante quota al 57% entro il 30 novembre.

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